Cos’è il dolore?
L‘International Association for Study of Pain (IASP) ci fornisce la seguente definizione:
“Il dolore è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata ad un danno tissutale effettivo o potenziale”
Non molto chiaro, vero? Analizziamo insieme questa definizione 🙂
- ESPERIENZA = conoscenza diretta acquisita personalmente per il tramite dei sensi.
- SENSORIALE = mediato dalla componente percettiva del nostro corpo.
- EMOZIONALE = associato ad emozioni, ovvero a processi interiori suscitati da un elemento e/o stimolo rilevante per il nostro corpo.
Facciamo ordine: i nostri organi di senso e i nostri recettori raccolgono stimoli dall’ambiente esterno e, grazie alle loro connessioni con il sistema nervoso centrale (midollo spinale ed encefalo), permettono la rielaborazione di questi input. A livello del cervello risiede anche la memoria delle nostre esperienze e conoscenze, le quali influenzano le reazioni chimiche mediate dallo stimolo esterno che può essere decodificato come dolore o non dolore di intensità maggiore o minore e legato a determinate emozioni.
Per capire meglio vi faccio un esempio: una ballerina e un programmatore informatico hanno dolore alla caviglia. Questo dolore avrà lo stesso impatto su di loro?
La ballerina è limitata nello svolgimento del suo lavoro, attività nella quale si identifica inoltre come persona. Tale condizione potrebbe quindi generare in lei emozioni quali tristezza, rabbia e frustrazione.
Il programmatore ha dolore e riesce a svolgere tutte le attività che per lui sono importanti. La sua quotidianità non viene alterata e non vive quindi la stessa sensazione di invalidità della ballerina.
Il dolore è il primo meccanismo di difesa del corpo e funziona così in ognuno di noi. I fattori che influenzano l’esperienza del singolo sono però estremamente diversi e personali. Per un terapista sarà quindi fondamentale valutare sempre la multifattorialità del sintomo allo scopo di trovare la strategia terapeutica migliore e tagliata su misura per il paziente.


