Chiacchierando con i miei pazienti spesso mi è capitato di sentire frasi come:
“Lavoro tutto il giorno in cantiere. Non serve andare in palestra.”
“Sollevo già abbastanza carichi facendo il magazzinier*. Non ho bisogno di altro sport.”
“Faccio già abbastanza km lavorando come camerier*. Quando torno a casa non ho più bisogno di muovermi.”
Simo davvero sicuri che l’attività fisica svolta al lavoro sia equivalente ad un allenamento?
Diversi studi hanno confrontato gli effetti di attività lavorative fisicamente impegnative con gli effetti dell’allenamento su diversi parametri fisiologici e si sono ottenuti dei risultati sorprendenti.
Emerge che l’attività fisica svolta al lavoro è un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie cardio-vascolari e muscolo-scheletriche. Dall’altra parte sappiamo invece come lo sport venga consigliato come metodo preventivo per tali patologie (Bonekamp et.al., 2022) (Cillekens et.al., 2020).
Qual è la spiegazione a questo fenomeno?
Sappiamo che per creare un adattamento che vada a migliorare le funzionalità cardio-vascolari è necessario praticare uno sforzo a media/alta intensità (>60-80% della capacità aerobica massima) di breve durata e con un corretto tempo di recupero.
Durante la giornata lavorativa questo non avviene: non si possono prendere tempi di riposo e generalmente lo sforzo rimane inferiore al 30% della capacità aerobica massima. Risulta quindi un attività di lunga durata e a bassa intensità che, protratta nel tempo, genera un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa a riposo, fattori di rischio per lo sviluppo di patologie cardio-vascolari (Holtermann et.al., 2018).
Anche a livello del tessuto muscolo-scheletrico si generano adattamenti quando gli stimoli sono dosati sia per intensità che per durata. Svolgendo una mansione lavorativa oltre a non poter rispettare i tempi di recupero necessari, non si ha nemmeno la possibilità di variare il movimento. In questo modo sarà maggiore il rischio di infortuni da sovraccarico.
In ultimo, analizzando i markers infiammatori a livello ematico, si è visto come questi siano elevati nei lavoratori (Kasapis and Thompson, 2005). Uno stato di infiammazione sistemica di basso grado è indice di stress e fattore di rischio per le patologie descritte in precedenza.
Ma allora che si fa? Dobbiamo smettere di lavorare?
Assolutamente no! Sembra paradossale, ma la soluzione è l’allenamento!
Praticando attività fisica nel tempo libero si può diminuire questo stato di infiammazione sistemica e allo stesso tempo si andranno a generare quegli adattamenti benefici per la funzionalità del sistema cardio-vascolare e muscolo-scheletrico (Shala, 2021).
L’allenamento praticato nel tempo libero, con il corretto dosaggio di volume ed intensità, ti renderà più pront* per sopportare il carico che ti viene richiesto al lavoro.
Se tutto questo ti sembra difficile ricorda che non sei sol*. Chiedere aiuto ad un professionista può aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo.


