KINESIOFOBIA
La kinesiofobia in letteratura viene definita come:
“Incontrollabile ed intensa paura nei confronti dell’esecuzione di uno o più movimenti, generalmente legata ad un precedente episodio di dolore/infortunio”
Ci sono inoltre casi in cui la paura deriva da credenze rispetto alla pericolosità dell’esecuzione di determinati movimenti (es. flettere la schiena, sollevare pesi etc…)
Nel loro studio, Osumi et.al. (2019) hanno osservato che i pazienti kinesiofobici, rispetto a quelli sani, tendevano a muoversi più lentamente, utilizzavano una minor escursione e variabilità del movimento, presentavano una maggior rigidità e tendevano ad evitare attività che consideravano dannose.
Se è vero che il corpo è fatto per muoversi, limitarsi nei movimenti porterà, a livello biologico, un minor sviluppo di forza e mobilità aumentando il grado di percezione di disabilità, fattore associato al rischio di sviluppare frustrazione e depressione, in particolar modo quando le attività evitate sono significative per il paziente.
Tutti questi fattori, assieme alla kinesiofobia, sono strettamente correlati al grado di percezione del dolore: se si apprende che una determinata azione scatena una risposta spiacevole si tende ad evitarla.
Ma si può superare questa paura del movimento? Certo!
In diversi studi, come in quello di Martinez-Calderon et.al. (2020) si è visto come kinesiofobia ed evitamento siano fattori modificabili nella terapia del dolore.
Lavorare con un professionista su questi aspetti potrà farti riscoprire la gioia di muoverti 🙂


