Mobilità, perchè allenarla?
Per definizione la mobilità di un’articolazione è la propria capacità di espressione di movimento nella maggior ampiezza permessa in assenza di dolore e/o impaccio funzionale.
Come mai si dice sempre sia importante allenarla?
Si trovano risposte rispolverando appunti di anatomia e fisiologia.
Immaginando il muscolo come una matriosca si vede che tra i vari strati di tessuto che lo compongono scorrono vasi e nervi che vanno ad irrorare le fibre muscolari e ne permettono la contrazione. Quando il tessuto è poco elastico anche queste strutture avranno una capacità di movimento ridotta, di conseguenza sarà più difficile garantire l’efficiente scambio di sostanze utili alla funzionalità muscolare.
La fisiologia ci ricorda inoltre che i sarcomeri, unità funzionali del muscolo, possono esprimere la forza massima quando actina e miosina riescono a creare un certo numero di legami (dipendenti dalla lunghezza del sarcomero a riposo).
Una maggior libertà di movimento ci permetterà non solo di diminuire il rischio di infortunio, ma ci aiuterà anche a mantenere una corretta vascolarizzazione, ottenendo un miglior recupero post-allenamento. Inoltre, permetterà ai sarcomeri di lavorare alla massima efficienza migliorando così l’espressione della forza e diminuendo la percezione della fatica.
Migliorerà la vostra performance!
Quindi, vi chiederete, adesso che faccio? Quali sono gli esercizi migliori?
Non sono state rilevate differenze significative tra le tipologie di allenamento sperimentate (mobilità attiva, stretching statico, stretching dinamico, P.N.F. etc…). Trova il metodo di allenamento che più ti piace e ricorda: la costanza è il fattore fondamentale che ti permetterà di raggiungere il tuo obiettivo!
Il muscolo infatti non si allunga, ma si allena a tollerare un maggiore stimolo tensivo.


